La Plantago lanceolata e la Plantago major sono le due specie di Piantaggine più comuni e più facilmente riconoscibili.
Ho evitato appositamente di tagliare l’erba in alcune zone dell’orto, per lasciar crescere alcune bellissime piante di lanceolata, ed eccomi qui dunque, a suggerirvi di conoscere e sperimentare con questa meravigliosa erba spontanea commestibile facile da riconoscere !

Per quanto concerne il riconoscimento delle principali erbe spontanee rimando al mio precedente articolo con alcuni suggerimenti di lettura.
E’ una pianta estremamente comune e resistente, diffusa e non protetta, pertanto è possibile raccoglierne abbastanza liberamente (sempre con rispetto, raccogliendo solo lo lo stretto indispensabile, prendendo le foglie senza strappare la rosetta basale in modo che la pianta non patisca).
Va fatta attenzione al luogo di raccolta, poichè essendo molto rustica e diffusa cresce anche lungo strade e in zone inquinate: scegliamo sempre luoghi puliti per raccogliere! Possibilmente lontano da strade trafficate o altre fonti di inquinamento.
E’ caratterizzata da nervature parallele molto riconoscibili una volta che ci si fa l’occhio.
Contengono mucillagini e la loro azione calmante e cicatrizzante è nota ed utilizzata in passato su punture e scottature.
La piantaggine rientra tra le erbe considerate ricche in calcio.
Prendo a riferimento i dati per la P.major indicati nel libro “Guide nutritionnel des plantes sauvages et cultivées” ed. Delachaux et niestlé, che in linea di massima valgono anche per P. lanceolata: 184 mg di calcio per 100 g, con un’ottima presenza anche di vitamina K e carotenoidi.

Piantaggine in cucina: utilizzi e ricette
Le foglie giovani sono le più tenere e versatili. Si possono usare crude in insalata o in un pesto a crudo, oppure cotte brevemente in zuppe, risotti, ripieni e farinate. Il sapore è erbaceo, leggermente amarognolo ma molto meno intenso di altre spontanee — il che la rende una delle erbe selvatiche più facili da introdurre anche per chi non è abituato.
Alcune idee rapide: soffritto con aglio e limone come contorno, nelle polpette di legumi, in una crema di patate, nella farinata di ceci. Ma le due preparazioni che preferisco — e di cui vi racconto la ricetta — sono un pesto selvatico e una crema di cannellini che uso come spalmatina su pane a lievitazione naturale.
Pesto selvatico di piantaggine con nocciole
Un pesto a crudo, senza cottura, che si manteca direttamente con la pasta calda e un po’ di acqua di cottura. Ho usato le erbe che avevo disponibili quel giorno — tutte raccolte qui in farm.
Ingredienti
Piantaggine (foglie giovani) — parte abbondante, protagonista
Finocchietto selvatico — generoso
Melissa — qualche foglia
Timo limone — poche foglie, dà acidità senza coprire
Nocciole tostate
Aglio fresco (opzionale ma consigliato)
Olio evo q.b.
Sale
Procedimento
Metti tutto nel mixer e frulla a impulsi, aggiungendo l’olio a filo fino alla consistenza che preferisci — più denso per bruschette, più fluido per la pasta. Per condire la pasta, aggiungi un mestolo di acqua di cottura e manteca fuori dal fuoco.
Nota: le proporzioni sono libere — la piantaggine deve essere la base, il resto si bilancia a gusto. Ogni volta viene diverso, ed è parte del bello.
Crema di cannellini e piantaggine
Una sorta di hummus, ma con i cannellini al posto dei ceci e la piantaggine come verdura di accompagnamento. Ottima su crostoni di pane a pasta madre, ma funziona anche come salsa per verdure crude o per condire cereali.
Ingredienti
Cannellini cotti — parte base
Foglie di piantaggine — circa un terzo del volume dei cannellini
Melissa fresca — un paio di ciuffetti (in alternativa: un po’ di succo o scorza di limone)
Lievito alimentare in scaglie — quantità generosa, dà sapidità e corpo
Olio evo
Aglio (opzionale)
Sale
Procedimento
Frulla tutto insieme aggiungendo olio a filo fino a ottenere una crema liscia e spalmabile. Regola di sale e lievito alimentare a gusto. Se risulta troppo densa, aggiungi poca acqua di cottura dei fagioli.
La melissa dà un profumo delicatamente agrumato che alleggerisce la crema — se non l’hai, il limone funziona altrettanto bene, ma con la melissa fresca il risultato è più delicato e floreale.





La piantaggine è uno di quegli esempi che mi piace portare quando parlo di alimentazione vegetale: non serve andare lontano, né spendere, né cercare superfood esotici. A volte basta guardare con occhi diversi quello che cresce già intorno a noi.
Se la provate — nel pesto, nella crema o in qualsiasi altra forma — sono curiosa di sapere come è andata.

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